mercoledì 10 ottobre 2012
Cotoletta NON cotoletta.
Da pochissimi giorni un mio caro amico se ne è andato a vivere da solo.
Mi ha sgridata parecchio poiché non avevo mai pensato ad una sezione "principianti" sul mio blog e gli devo dar ragione, come qualcuno diceva "mica tutti nascono imparati"!
Mi sembrava banale però chiamarla proprio così...allora ecco la nuova etichetta "ce la posso fare anch'io", per tutti coloro che vogliono cucinare ma non sono troppo pratici, come Giacomo a cui mando un abbraccio.
Mi sono arrovellata un pochino per vedere come una strega potesse fare una magia per rendere facile qualche classico, questo è il primo risultato (spero di tanti) positivo.
Quando poi leggerete in cosa consiste la panatura e la NON frittura.... mi darete per forza ragione.
Rimboccatevi le maniche principianti, tocca a voi!
COTOLETTA NON COTOLETTA
5 FETTINE DI POLLO
1 SACCHETTO DI PATATINE NORMALI (sì, avete capito bene, le chips nel sacchetto)
OLIO D'OLIVA
SALE
Se non siete difficili come il mio amico io aggiungerei un velo di senape.
Preriscaldate il forno a 210°c.
Tritate le patatine nel mixer o , se non ce l'avete, in un sacchetto gelo battendolo con un oggetto che non si distrugga, tipo un barattolo.
Stendete sulle fettine di pollo un velo di senape dolce, poca poca. Se non la usate non preoccupatevi, le patatine si attaccheranno lo stesso alla carne.
Passatele nel trito di patatine per farle aderire bene.
Adagiatele su una placca da forno leggermente unta, poi mettete un filo d'olio anche sopra.
Cuocete per 12 minuti circa, o finchè non saranno dorate.
Se occorre salate, alla fine.
Non ci crederete, ma nella sua semplicità è buonissima!!! A presto.
martedì 9 ottobre 2012
Tarte alla nutella di Pierre Hermè: niente dieta per me!
Mi aggiravo, come al mio solito, per vari blog di cucina alla ricerca di qualcosa che mi colpisse... Bhè, quando ho visto la foto di questa torta ho preso una vera e propria botta in testa!
Io non adoro particolarmente il cioccolato, però in questo periodo ne sento il bisogno, complice il freddo.
Questa crostata ne racchiude un bel po' in tutti i suoi strati e devo dire che è meravigliosa, si scioglie in bocca, non potete non farla.
Se vi và fatevi pure un giro su colazioni a letto, l'ho presa da lì e ci sono tante altre ricette interessanti.
Buona preparazione.
TARTE ALLA NUTELLA DI PIERRE HERME'
Io non adoro particolarmente il cioccolato, però in questo periodo ne sento il bisogno, complice il freddo.
Questa crostata ne racchiude un bel po' in tutti i suoi strati e devo dire che è meravigliosa, si scioglie in bocca, non potete non farla.
Se vi và fatevi pure un giro su colazioni a letto, l'ho presa da lì e ci sono tante altre ricette interessanti.
Buona preparazione.
TARTE ALLA NUTELLA DI PIERRE HERME'
1 guscio cotto di frolla da 22 cm ( Potete trovare la ricetta della mia frolla qui , alla quale potete aggiungere un paio di cucchiai di cacao amaro, se la volete scura come la mia)
nutella 200 gr
cioccolato fondente 140 gr
burro 200 gr
uovo grande 1 (a temperatura ambiente)
tuorli d'uovo grandi 3 (a temperatura ambiente)
zucchero 2 cucchiai
cacao amaro ( per decorare)
Preriscaldate il forno a 190°. Sciogliete il cioccolato a bagnomaria e il burro separatamente. Lasciate raffreddare.
Distribuite la nutella alla base della torta. In una ciotola incorporate i tuorli e l'uovo sbattuti con una forchetta, al cioccolato fuso e raffreddato. Aggiungeteli delicatamente, poco alla volta, unite quindi lo zucchero e alla fine il burro fuso. Mescolate, sempre con calma, e aspettate che il burro sia stato assorbito, prima di aggiungerne dell'altro.
Cuocete la torta per 11 minuti. La parte esterna del dolce dovrebbe rapprendersi, mentre quella centrale dovrebbe rimanere un po' più morbida. Lasciatela raffreddare prima di estrarla dallo stampo. Io l'ho cosparsa con un po' di cacao amaro. Si conserva molto bene in frigorifero per alcuni giorni
Con questa ricetta partecipo al contest "Un dolce al mese, Gennaio 2013- il cioccolato fondente" di Morena
mercoledì 3 ottobre 2012
Baci di meringa variegata, ripieni alla nutella. Ovvero: come ti riciclo gli albumi.
Era da un po' che ci pensavo, se faccio la frolla, avanzo gli albumi. Faccio la crema, avanzo gli albumi e così via. Sono una di quelle a cui spiace buttare le briciole del pane, quindi dovevo assolutamente trovare un modo. Ovviamente sapevo che le meringhe sono un ottimo rimedio, ma avevo avuto un esperienza negativa in cui mi erano rimaste scure e mollicce e mi ero scoraggiata.
Ieri mi sono detta che una strega non può rinunciare al primo insuccesso, così mi sono documentata e ho scoperto che non devono proprio cuocere queste infami, ma ASCIUGARE, con il forno a bassa temperatura per tanto, tanto tempo.
Poi sì, diciamolo, esaltata da questa notizia, ho subito pensato a come renderle speciali e questo è il risultato, di cui sono fiera.
BACI DI MERINGA VARIEGATA, ALLA NUTELLA.
2 ALBUMI A TEMPERATURA AMBIENTE
160 GR ZUCCHERO SEMOLATO O A VELO
UNO SPICCHIO DI LIMONE
UN PIZZICO DI SALE
COLORANTE ALIMENTARE DEL COLORE CHE PREFERITE, IN GEL.
NUTELLA QUANTO BASTA
Allora: prima di tutto per ottenere un buon risultato di montatura i vostri albumi dovranno essere veramente a temperatura ambiente. Prima di inserirli nella ciotola in cui li monterete (preferibilmente di vetro), dovrete avere l'accortezza di passare sui bordi lo spicchio di limone, per sgrassare bene.
Aggiungete un pizzico di sale e cominciate con le fruste elettriche alla velocità più bassa.
Non appena la schiuma diventa consistente, cominciate a versare a pioggia, poco alla volta, lo zucchero e qualche goccia del vostro limone ( attente ai semi!).
Aumentate la velocità e continuate fino al raggiungimento di una consistenza notevole, la famosa "neve ferma".
Fin qui, tutto facile.
Ora armatevi di sac à poche e montate la bocchetta liscia o quella rigata, come preferite. Sporcate con un paio di linee verticali di colorante l'interno della sacca per ottenere l'effetto variegato.
Accendete il forno ventilato a 100°c.
Su una placca foderata di carta forno fare dei ciuffetti ben distanziati con il vostro impasto.
Cuocete così per circa un ora e venti minuti, ogni tanto aprite leggermente il forno e richiudete subito per fare uscire l'umidità in eccesso.
Non devono diventare scure. Fatele raffreddare nel forno spento e il risultato sarà ottimo!
Solo quando saranno fredde accoppiatele due a due "incollandole con un bel cucchiaio generoso di nutella.
Ecco le mie, buon riciclo!
Ieri mi sono detta che una strega non può rinunciare al primo insuccesso, così mi sono documentata e ho scoperto che non devono proprio cuocere queste infami, ma ASCIUGARE, con il forno a bassa temperatura per tanto, tanto tempo.
Poi sì, diciamolo, esaltata da questa notizia, ho subito pensato a come renderle speciali e questo è il risultato, di cui sono fiera.
BACI DI MERINGA VARIEGATA, ALLA NUTELLA.
2 ALBUMI A TEMPERATURA AMBIENTE
160 GR ZUCCHERO SEMOLATO O A VELO
UNO SPICCHIO DI LIMONE
UN PIZZICO DI SALE
COLORANTE ALIMENTARE DEL COLORE CHE PREFERITE, IN GEL.
NUTELLA QUANTO BASTA
Allora: prima di tutto per ottenere un buon risultato di montatura i vostri albumi dovranno essere veramente a temperatura ambiente. Prima di inserirli nella ciotola in cui li monterete (preferibilmente di vetro), dovrete avere l'accortezza di passare sui bordi lo spicchio di limone, per sgrassare bene.
Aggiungete un pizzico di sale e cominciate con le fruste elettriche alla velocità più bassa.
Non appena la schiuma diventa consistente, cominciate a versare a pioggia, poco alla volta, lo zucchero e qualche goccia del vostro limone ( attente ai semi!).
Aumentate la velocità e continuate fino al raggiungimento di una consistenza notevole, la famosa "neve ferma".
Fin qui, tutto facile.
Ora armatevi di sac à poche e montate la bocchetta liscia o quella rigata, come preferite. Sporcate con un paio di linee verticali di colorante l'interno della sacca per ottenere l'effetto variegato.
Accendete il forno ventilato a 100°c.
Su una placca foderata di carta forno fare dei ciuffetti ben distanziati con il vostro impasto.
Cuocete così per circa un ora e venti minuti, ogni tanto aprite leggermente il forno e richiudete subito per fare uscire l'umidità in eccesso.
Non devono diventare scure. Fatele raffreddare nel forno spento e il risultato sarà ottimo!
Solo quando saranno fredde accoppiatele due a due "incollandole con un bel cucchiaio generoso di nutella.
Ecco le mie, buon riciclo!
lunedì 1 ottobre 2012
Marmellata di arance amare, cannella e zucchero muscovado.
Adoro, adoro, adoro l'Autunno!
Me lo sono trovato qui stamattina, sulla porta. Un fresco pungente, con il sole che però non riesce più a scaldar troppo... allora ho cambiato i programmi e mi è venuta voglia di postare questa ricetta di marmellata perché con il freddo la colazione si fa più volentieri.
Le varie confetture del supermercato a me hanno stancato da un po', mi sembrano un po' tutte uguali.
Farla la prima volta un po' spaventa, fra varie sterilizzate dei vasetti e sotto-vuoto e densità con prova piattino... però vorrei ricordarvi che sono una strega vera, così ho inventato tutti i trucchi per aggirare queste menate... la mia l'ho prodotta ad inizio Agosto ed è ancora intatta nel suo vaso, funziona!!!
Gli altri due gli abbiamo mangiati tutti ed è pure buonissima, quindi....dovete provare.
Non fatevi spaventare dallo zucchero moscovado, è lo zucchero di canna. Al super si trova tranquillamente e questo che ho utilizzato rimane un po' più umido, fine e scuro. Ha un gusto molto intenso e particolare, ma se non lo riuscite a reperire va bene lo zucchero di canna normale (demerara).
Un ultimo consiglio: se vi piacciono le marmellate dolci questa non fa per voi, è intensa e amarognola... se però vi fidate un pochino vi consiglio di provarla lo stesso, su di un pane al latte, magari con il burro... il vostro palato ne sarà grato. Se invece vi sarà venuta voglia di mandarmi a quel paese, va bene, presto vi farò quella di pere e cioccolato!
MARMELLATA DI ARANCE AMARE, CANNELLA E ZUCCHERO MOSCOVADO.
1 KG DI ARANCE
500 GR DI ZUCCHERO MOSCOVADO
QUALCHE STECCA DI CANNELLA
Il giorno prima lavate bene le vostre arance in acqua e bicarbonato. Sciacquate abbondantemente e, con i rebbi di una forchetta, praticate tanti buchini nella scorza cercando di non andare sulla polpa.
Mettetele in una ciotola colma di acqua fredda a coprire, cambiandola almeno 4 volte andando al giorno successivo. Man mano che procederete si schiarirà sempre di più, fino a diventare limpida. Questa operazione serve affinché le arance perdano un po' del loro tratto amaro, ma al punto giusto, così da poterle utilizzare direttamente con la buccia.
Ora scolatele e tagliate in due, poi a fettine sottilissime. Mettetele in una pentola con l fondo spesso e aggiungete lo zucchero.
Portate ad ebollizione e mescolate di continuo, per 30 minuti. Le fettine non si disferanno completamente, ma l'effetto desiderato è proprio questo.
Aggiungete a fuoco spento le stecche di cannella e mescolate solo un pochino.
La strega vera sterilizza i vasi con l'amuchina, lasciandoli a bagno un oretta, così vi risparmiate tutto il traffico di farli bollire.
Se non vi fidate ancora vi consiglio di "lavarli" con un goccio di liquore (tappi compresi) che poi verserete via.
Introducete la marmellata ancora bollente e, una volta chiuso il tappo, capovolgete a testa in giù per un'oretta per creare il sotto vuoto.
Bhè, fatto... non ditemi che è difficile!
Me lo sono trovato qui stamattina, sulla porta. Un fresco pungente, con il sole che però non riesce più a scaldar troppo... allora ho cambiato i programmi e mi è venuta voglia di postare questa ricetta di marmellata perché con il freddo la colazione si fa più volentieri.
Le varie confetture del supermercato a me hanno stancato da un po', mi sembrano un po' tutte uguali.
Farla la prima volta un po' spaventa, fra varie sterilizzate dei vasetti e sotto-vuoto e densità con prova piattino... però vorrei ricordarvi che sono una strega vera, così ho inventato tutti i trucchi per aggirare queste menate... la mia l'ho prodotta ad inizio Agosto ed è ancora intatta nel suo vaso, funziona!!!
Gli altri due gli abbiamo mangiati tutti ed è pure buonissima, quindi....dovete provare.
Non fatevi spaventare dallo zucchero moscovado, è lo zucchero di canna. Al super si trova tranquillamente e questo che ho utilizzato rimane un po' più umido, fine e scuro. Ha un gusto molto intenso e particolare, ma se non lo riuscite a reperire va bene lo zucchero di canna normale (demerara).
Un ultimo consiglio: se vi piacciono le marmellate dolci questa non fa per voi, è intensa e amarognola... se però vi fidate un pochino vi consiglio di provarla lo stesso, su di un pane al latte, magari con il burro... il vostro palato ne sarà grato. Se invece vi sarà venuta voglia di mandarmi a quel paese, va bene, presto vi farò quella di pere e cioccolato!
MARMELLATA DI ARANCE AMARE, CANNELLA E ZUCCHERO MOSCOVADO.
1 KG DI ARANCE
500 GR DI ZUCCHERO MOSCOVADO
QUALCHE STECCA DI CANNELLA
Il giorno prima lavate bene le vostre arance in acqua e bicarbonato. Sciacquate abbondantemente e, con i rebbi di una forchetta, praticate tanti buchini nella scorza cercando di non andare sulla polpa.
Mettetele in una ciotola colma di acqua fredda a coprire, cambiandola almeno 4 volte andando al giorno successivo. Man mano che procederete si schiarirà sempre di più, fino a diventare limpida. Questa operazione serve affinché le arance perdano un po' del loro tratto amaro, ma al punto giusto, così da poterle utilizzare direttamente con la buccia.
Ora scolatele e tagliate in due, poi a fettine sottilissime. Mettetele in una pentola con l fondo spesso e aggiungete lo zucchero.
Portate ad ebollizione e mescolate di continuo, per 30 minuti. Le fettine non si disferanno completamente, ma l'effetto desiderato è proprio questo.
Aggiungete a fuoco spento le stecche di cannella e mescolate solo un pochino.
La strega vera sterilizza i vasi con l'amuchina, lasciandoli a bagno un oretta, così vi risparmiate tutto il traffico di farli bollire.
Se non vi fidate ancora vi consiglio di "lavarli" con un goccio di liquore (tappi compresi) che poi verserete via.
Introducete la marmellata ancora bollente e, una volta chiuso il tappo, capovolgete a testa in giù per un'oretta per creare il sotto vuoto.
Bhè, fatto... non ditemi che è difficile!
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