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mercoledì 1 aprile 2020

La piadina romagnola

Questa quarantena ha il suo lato positivo, che bisogna trovare, per forza.
Il mio è stato scoprire che a volte ci vuole meno a farle da me le cose, piuttosto di comprarle, specialmente se ora c'è una fila chilometrica al supermercato e il rischio di contrarre il virus.
Sono Emiliana, ma la piadina si faceva anche da noi, anche se prima dicevo, ma chi me lo fa fare, ne acquisto una!
Qui i segreti sono più di uno, ma tutti facili.
Usare lo strutto: lo so, molti arricceranno il naso, ma per quanto vi possiate impegnare, se lo sostituite, o addirittura se non volete mettere una parte di grasso, la piada  non vi verrà mai bene.
La farina, rigorosamente "0": ho provato diverse versioni, non ce n'è, solo con la zero viene cosi perfetta.
I tempi di riposo: non c'è fretta in quarantena e il segreto più importante è questo. Più riposa, meglio verrà.
Pronti?

La piadina romagnola
Per 4 piadine medie

250 g farina "0"
50 g strutto a temperatura ambiente, oppure se è da frigor, usate l'acqua tepida
100 g di acqua (temperatura ambiente se usate strutto ambiente, oppure tiepida se lo strutto era nel frigor)
1 cucchiaino raso di sale fino.

Se impastate a mano, fate la classica montagnetta di farina sulla spianatoia, con il buco al centro, dove metterete lo strutto. Iniziate a bagnare con l'acqua e man mano a raccogliere la farina dal bordo, un po' d'acqua e un po di farina. 
Aggiungete il sale e impastate a lungo, almeno 15 minuti, finche non diventa una palla soda, liscia ed elastica.
Se lo fate nella planetaria io consiglio di partire con la foglia per 5 minuti e poi lavorarlo comunque almeno altri 5 con il gancio.
Fatelo riposare ora la prima volta, per 10 minuti sul piano, solo con un telo sopra.
Dopo questo tempo vedrete che la vostra palla si sarà "rilassata" è un impasto molto insolito, sofficissimo e liscio, vi ho messo la foto per farvi capire la sofficità, se affondate un dito, rimarrà la fossetta.
Ora riprendetelo e lavoratelo quanto basta per allungarlo e dividerlo in 4 parti uguali.
Prendetene un pezzo e fatene una pallina, senza aggiungere farina.
Fate lo stesso con tutti.
Mettete ora in un contenitore con coperchio, oppure in un piatto con la pellicola. Ponete in frigorifero, da un minimo di un'ora ad....infinito! Come vi accennavo più riposano maglio vengono. Io le impasto solitamente la sera, per farle il giorno dopo a pranzo.
Al momento di cuocerle procedete così.
Estraete una pallina per volta dal contenitore e con l'aiuto del mattarello, stendetele. Non devono essere troppo sottili, ma nemmeno spesse. 
Infarinate solo la parte sopra, a contatto con il mattarello, altrimenti non si allargherà, perché è molto elastico. Se avete seguito i passaggi tanto non si appiccicherà, tranquilli.
Idealmente ci vorrebbe una crepiera o un testo, io uso da sempre la padella antiaderente, purché sia oleata con un filino d'olio distribuito con della carta assorbente e che sia ben calda.
Quando la vostra padella è in temperatura procedete con la prima. Dopo pochi minuti, sulla superficie, si creeranno delle bolle, scoppiate le più grosse con la punta del coltello e fate roteare un po' la piada. Controllate sotto e quando è dorata, giratela, raggiungendo la stessa colorazione sull'altro lato.
Scoppiate le bolle più grandi!


Se le mangerete subito il vostro lavoro è finito qui, mentre se le farete poi, la sera ad esempio, copritele con uno scottex e lasciatele a temperatura ambiente, scaldandole appena quando le consumerete, o per fare sciogliere il formaggio...
Vi ho convinti a non comprarle più già pronte?


giovedì 26 marzo 2020

Pane senza impasto cotto in pentola

Eccomi qui, di nuovo...non mi ricordavo di quanto scrivere il mio blog mi donasse serenità, specialmente in una situazione come quella che stiamo vivendo in questi giorni!
Dovete sapere che a Milano e, credo, in tutta Italia, a causa della quarantena dovuta al corona virus, scarseggiano farine e lieviti, oltre al fatto che non si puo' uscire spesso nemmeno per la spesa.
Molte persone si sono ritrovate a cucinare, anche le meno esperte, gettonatissimi per l'appunto, pane e pizza.
Ho cercato quindi di "donarvi" una ricetta super testata, quasi infallibile e che richiede pochissimo lievito, se lo doveste centellinare in questo momento difficile. E' anche molto facile, senza impasto, come leggete nel titolo.
I tempi di lievitazione sono lunghi, ma volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, il tempo è proprio quello che ci ha restituito questa forzatura in casa.
Secondo me il risultato vi stupirà a tal punto da convincervi a impastare ogni giorno, per quello successivo.
Troppo positiva? Me lo racconterete voi.


Pane senza impasto cotto in pentola
Per una pagnotta media, per tre persone diciamo

400 g farina (io ho usato una "tipo 2", ma viene veramente con tutte)
3 g di lievito disidratato, tipo mastro fornaio
250 ml di acqua a temperatura ambiente
6 g di sale fino
1 cucchiaino di zucchero semolato

E' veramente più lungo da raccontare che da fare! Quindi vi metterò video e immagini, per capirci meglio!
Mettete tutta l'acqua in una ciotola capiente, con il cucchiaino di zucchero e il lievito e mescolate.
Ora aggiungete i tre quarti della farina e mescolate con un cucchiaio
Versate ora il sale e la restante farina, girando un po' l'impasto con le mani, ma poco! Non importa se è ruvido e brutto, deve essere così!
Adesso avete un compito arduo, coprirlo con la pellicola e dimenticarvelo a temperatura ambiente per circa 15/16 ore, proprio così.
Dopo tutto questo tempo, lo ritroverete così:
E ora, se nessuno mi prende in giro...la successiva spiegazione con un piccolo video.

                                              
Bene! Ora coprite di nuovo con la pellicola e lasciate lievitare altre due tre ore, il risultato è questo.
Ributtatelo sulla spianatoia infarinata e cercate solo di dargli più o meno la forma della pentola che userete.
Il top sarebbe la ghisa, in alternativa va bene anche l'acciaio, possibilmente non antiaderente, in extremis il pirex, l'ho usato stavolta ed è andata benissimo ugualmente!
L'importante è che non ci siano né nella pentola, né nel coperchio parti in plastica!!!
Preriscaldate ora il vostro forno a 230°C, con la pentola dentro, mi raccomando. Aspettate che la lucina si spenga o che comunque abbia raggiunto la temperatura, tirate fuori la pentola e, facendo MOLTA attenzione a non ustionarvi, fate cadere l'impasto dentro.
Coprite con il coperchio e infornate per trenta minuti.



Trascorso questo tempo, sfornate, togliete il coperchio e fate l'ultima doratura. Davvero ogni forno è soggettivo, per cui vi dico indicativamente 10 minuti, ma potrebbero essere 5, come 15, dovete osservarlo e tirarlo fuori quando secondo voi avrà raggiunto la colorazione che vi piace.
Sarà croccantissimo fuori e morbido dentro, fantastico. Vi do anche il permesso di mangiarlo con la nutella!



venerdì 29 aprile 2016

Cacio e pepe


Allora ragazzi, questa ricetta non si presta ad interpretazioni... chi conosce e apprezza la cucina romana sa che di certo non esiste la "crema delicata" , o un formaggio che non sia il pecorino romano..... quindi se non vi piacciono i sapori ricchi e rustici, lasciate perdere.......
Se invece impazzite, come me, per la bontà delle cose semplici, benvenuti.

Cacio e pepe

x 2 persone

180 g. di spaghetti (prendeteli buoni, mi raccomando, io mi sono trovata benissimo con questi )
90 g. di pecorino romano grattugiato (lo trovate al supermercato, quello con la crosta nere, non usate le buste)
olio extra vergine
pepe nero
 BASTA!

Portate ad ebollizione una pentola con abbondante acqua e appena "fa i cavalloni" salatela. Gettate la pasta e mescolatela di frequente, se avrete seguito il mio consiglio avrete 14 minuti per preparare i condimento.
In una ciotola (meglio se di vetro) mettete 4 cucchiai di olio extra vergine, il pecorino grattugiato e il pepe abbondante, si deve sentire.
Adesso ATTENZIONE se non fate così vi verrà un mappazzone quindi fidatevi.
Senza usare un colino, ma un prendi-spaghetti tirate su la pasta senza scolarla troppo e buttatela nella vostra ciotola mescolando velocemente, se serve potrete aggiungere un mestolino scarso di acqua di cottura. Si va ad occhio solitamente, ma scordatevi di ottenere una crema omogenea, quella non è una cacio e pepe!
Non dovete fare altro. Guai a saltare in padella, guai a colare la pasta nel lavello. Dovete fare proprio così, permettendo all'acqua di cottura ricca di amido di fare il suo dovere e mantecare i vostri spaghetti.
Se siete lussuriosi come me potete aggiungere nel piatto altro pecorino e altro pepe.
La perfezione, buon appetito.

mercoledì 23 marzo 2016

Pisarei e fasò



Allora signori, qui si parla di cose serie.... non perché la ricetta è tipica della mia città, non perché è buonissima ed economica, non perché io sia di parte.....ma è una delle ricette della mia mamma!
Qui non si sbaglia, si rischia di fare un figurone, con poco impegno e spendendo poco.
I pisarei a Piacenza, sarebbero degli gnocchetti fatti di pane grattugiato e farina, l'origine della parola è un po' incerta; alcuni sostengono che sia una storpiatura del nome della biscia (in dialetto bisa ) perché per produrli si fanno delle striscioline di pasta che la ricordano. Altri invece dicono che deriverebbe addirittura dallo spagnolo, dove pisar significa schiacciare o pestare appunto, gli gnocchetti infatti vanno passati uno a uno sotto il pollice per creare l'incavo.
Io non so dove sia la verità, ma di certo mi ricordo che mia madre mi diceva che se una rasdura, cioè una brava donna lavoratrice in età da marito, non aveva il callo sul pollice non aveva fatto abbastanza pisarei e allora il suo futuro marito avrebbe mangiato un piatto di scarsa qualità!
Un piatto povero, facilmente avrete in casa tutto per farlo, diventa anche vegano se escludete la pisté ad grass che ora vi vado a spiegare.

Pisarei e fasò
Ingredienti per 6 persone

Per i pisarei
250 g. di pane grattugiato
400 g. di farina 00
acqua almeno due bicchieri

Per il sugo
una latta di fagioli borlotti di ottima qualità (oppure se avete tempo fate ammollare il giorno prima quelli secchi)
mezzo litro di passata di pomodoro
un rametto di rosmarino
una costa di sedano
mezza cipolla bionda
una carota
sale
pepe
olio
un cucchiaio di pistà ad grass, che non è altro che lardo tritato finemente con aglio e prezzemolo, a Piacenza lo troviamo già fatto, ma siccome non vi dico a Milano che faccia hanno fatto quando l'ho chiesto...provate a farlo, anche nel mixer, ci vogliono 5 minuti e il sugo cambia di molto. Cliccate sul link.


Allora partiamo dai nostri pisarei. Mettete in un pentolino l'acqua a bollire, Intanto, sulla spianatoia, versate la farina e fate un buco al centro, dove metterete il pane grattugiato.
Versate poco alla volta l'acqua bollente e, usando una forchetta per non scottarvi, iniziate a mescolare pane e farina. Poi cominciate a impastare con le mani, fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico, che lascerete riposare una mezzoretta nella pellicola.
Strappate un pezzo di impasto e fate un serpentello abbastanza sottile da cui ricaverete poi col coltello delle chicchine di meno di un centimetro. Premetele una ad una sotto il pollice facendole rotolare in avanti sull'asse.
il risultato è questo:

Per la quantità d'acqua regolatevi voi, appena riuscite ad impastare bene non "perdete più i pezzi" sarà sufficiente.
Per il sugo, tritate le verdurine e mettetele a rosolare in poco olio in una pentola, appena soffriggono aggiungete la pistà ad grass e quando tutto è ben appassito, unite la passata e il rametto di rosmarino, il sale e il pepe.
I fagioli vanno aggiunti a metà cottura , fate restringere.
Attenzione!!!!!!! Qui vi giocate tutto perchè il segreto è che un buon piatto di pisarei per essere a regola d'arte dev'essere basott, che significa leggermente liquido, ma ora mi spiego meglio.
Fate bollire i vostri gnocchetti in acqua abbondane salata, saranno pronti quando salgono. Nel frattempo scaldate in un saltapasta il sugo abbondante e appena i pisarei sono pronti fateli girare bene con abbondante grana padano grattugiato e un filo di acqua di cottura. Allora, non devono certo essere in brodo, ma non sia mai che li serviate asciutti, un vero piacentino in quel caso vi direbbe mangitia té  (mangiateli tu) !
Dai, un bel bicchiere di gutturnio e il gioco è fatto, buon appetito.




martedì 28 aprile 2015

Erbazzone

Chi lo conosce?
Questa delizia è originaria di Reggio Emilia e viene chiamato anche scarpazzone, perchè in origine era un piatto umile in cui, per non buttare nulla, veniva usato anche il fusto bianco della bietola denominato appunto "scarpa".
Una robetta semplice ma buonissima di quelle che piacciono a me. Non me ne vogliano i Reggiani, come al solito ho fatto le mie modifiche.

ERBAZZONE
INGREDIENTI PER UNA TEGLIA DA PIZZA

400 G DI FARINA 00
30 G DI STRUTTO (POTETE USARE LA STESSA QUANTITA' DI OLIO MA NON E' LA STESSA COSA)
220 ML DI ACQUA TIEPIDA
DUE CUCCHIAINI DI SALE FINO

1 KG DI BIETOLE (O ERBETTE MISTE O SPINACI, BASTA CHE NON SIANO SURGELATI, ANCHE QUI, NON E' LA STESSA COSA)
100 G DI PANCETTA TESA A CUBETTI
200 G DI GRANA GRATTUGIATO
DUE CIPOLLOTTI
1 SPICCHIO DI AGLIO
OLIO
SALE

Partiamo dall'impasto, mescolando la farina con l'acqua, lo strutto e il sale, impastando bene fino ad avere un composto sodo ed elastico, che riporrete in frigor a riposare per mezz'ora.
Nel frattempo mettiamo in una padella molto capiente (che abbia anche un coperchio adatto) l'olio con l'aglio in camicia. Facciamo sfrigolare e poi togliamolo.
Al suo posto mettiamo il cipollotto affettato sottilmente e la pancetta, lasciando andare per dieci minuti mescolando spesso. A questo punto aggiungiamo le bietole e chiudiamo col coperchio, dopo aver aggiunto due pizzichi di sale.Lasciamo cuocere altri dieci minuti, non occorrerà mescolare perchè rilasceranno molta acqua, riducendosi di molto.
Mettete il tutto in un colino a maglie fini e pressate con un cucchiaio per far uscire il liquido in eccesso.
A questo punto lasciate raffreddare prima di aggiungere il grana e dare l'ultima mescolata.
Scaldate il forno ventilato a 180 C°.
Prendete la pasta dal frigor e tiratene i due terzi con il mattarello in una sfoglia sottile, appoggiatela sulla teglia oliata facendo uscire un po' i bordi.
Aggiungete il ripieno e livellatelo con un cucchiaio, poi tirate l'altra pasta e ripiegate sopra i bordi di quella sotto, pizzicando un po' per chiudere bene.
Pennellate con altro olio la superficie e infornate per circa trenta minuti, non vi aspettate una doratura particolarmente intensa, l'impasto non contiene uovo quindi sarà cotta dopo questo tempo anche se non troppo scura.
Gnammm!


martedì 27 gennaio 2015

Il crostino toscano

Se siete stati in Toscana e avete avuto anche il piacere di assaporare i meravigliosi sapori di questa terra, sicuramente vi è stato proposto, come antipasto, il mitico "crostino toscano".
Non vi voglio annoiare con inutili giri di parole, è perfetto nella sua semplicità e perfezione! Povero ma ricchissimo di sapori, vi saprà stupire....l'unico problema problema potrebbe essere quello di reperire i fegatini di pollo, ma non preoccupatevi, ho accertato che in qualsiasi supermercato/macelleria ben forniti si trovano facilmente. I nostri antenati la sapevano lunga! Con gli scarti si possono fare ricette da re.

INGREDIENTI (PER UNA QUANTITA'...COMPLETAMENTE AD OCCHIO!)
UNA CONFEZIONE DI CUORI E FEGATINI DI POLLO (IO L'HO TROVATA AD ESSELUNGA, DA CIRCA 400 G)
CIPOLLA
CAROTA
SEDANO
UN PAIO DI FOGLIE DI SALVIA FRESCA
OLIO EXTRA VERGINE
MEZZO BICCHIERE DI MARSALA FINE
UNA MANCIATA DI CAPPERI DISSALATI
5/6 FILETTI DI ACCIUGHE SOTT'OLIO
20 G DI BURRO FREDDISSIMO
SALE E PEPE

In una padella ampia e bassa scaldate un filo di olio e fate il soffritto classico, tritando finemente la cipolla, la carota e il sedano. Mentre aspettate che sfrigoli, lavate bene sotto l'acqua corrente i cuori e i fegatini, poi tagliateli a coltello. Aggiungete al soffritto e quando la carne ha cambiato colore, unite la salvia e sfumate con il marsala, facendo evaporare. Aggiungete un po' di acqua calda, circa un paio di mestoli e fate sobbollire per circa trenta minuti, mescolando spesso e regolando di sale e pepe senza esagerare. Il risultato finale deve conservare un certo grado di "brodosità", regolatevi voi.
Fate intiepidire leggermente e trasferite in un mixer a lame, unendo i capperi, le acciughe e il burro freddo di frigorifero. Azionate e fate girare qualche secondo, decidete voi se lo volete molto fine o più grezzo, io ho scelto la seconda opzione.
Ora, non vi rimane ce scaldare una bella fetta di pane raffermo e spalmarlo abbondantemente con il vostro paté, se poi avete nei paraggi anche una bottiglia di Chianti..........





mercoledì 29 maggio 2013

Grissini al sesamo

Una ricetta veloce, per chi ha scoperto che panificare rilassa... rimette a posto il tuo mondo di una Primavera che non arriva e pomeriggi uggiosi....
Per capire che a volte le cose semplici sono meravigliose.


GRISSINI AL SESAMO

ingredienti in foto


Fate sciogliere il lievito madre ( o di birra ) nell'acqua tiepida. Aggiungete la farina e impastate per bene, solo verso la fine aggiungete anche il sesamo e il sale.
Io ho lasciato riposare un paio d'ore, coperto...ma c'è anche chi sostiene che non serva per i panificati secchi, scegliete voi.
Stendete l'impasto, alto circa 20 mm, poi tagliate delle strisce lunghe che arrotolerete e infarinerete un pochino.
Cuocete in forno statico a 180 °C circa 20 minuti, o finché sono dorati....
Buonissimi e che soddisfazione far con le tue mani qualcosa che avevi fino ad ora solo comprato!




domenica 28 aprile 2013

Marmellata di cipolle rosse

Questa marmellata è così buona che potrei mangiarla anche la mattina sul pane, invece che con i formaggi!
Da un po' mi è venuta questa passione, per le gelatine & co sul formaggio, manco a dirlo dopo un po' mi è venuto l'estro di farmele in casa....
Ho deciso di cominciare da questa perchè il primo vasetto comprato è durato....ad esagerare....7 minuti???
Come strega sono un disastro ultimamente, mentre decidevo di farla e sghignazzavo all'idea di gustarmela sentendomi un genio perché ho un fantastico robot che affetta tutto....nemmeno a dirlo, mentre introducevo la prima.....si è sentito PPPFFFFFFF !!!!!!!!!!!!!!!!!!! Seguito da una nuvoletta di fumo....il mio robot, già rattoppato un paio di volte, ha deciso di morire definitivamente proprio quando doveva tagliare le cipolle!!!!!!!
Va bhè, almeno posso dire che quando ho cominciato a piangere per le cipolle....stavo già piangendo di mio!
VIVA LE STREGHE GOFFE.

MARMELLATA DI CIPOLLE ROSSE
1 retina di cipolle rosse da un kilo
380 gr di zucchero semolato

Se avete un robot di quelli che affettano sottilmente che non vi abbandoni sul più bello....pelate le cipolle togliendo le estremità e lo strato più esterno, poi procedete.
Va bene anche una mandolina o se le fate al coltello, l'importante è che siano fini fini. E' già una marmellata rustica, lasciare tocchi troppo grandi mi sembrava esagerato.
Aggiungete lo zucchero e mescolate, poi portate ad ebollizione, abbassate la fiamma e fate andare per due ore.
Mettete nei vasetti e accompagnatela ai vostri formaggi preferiti, meglio se piccantini e stagionati.
Un bacio cipolloso.







martedì 9 aprile 2013

La favolosa tarte con le uova di Pasqua avanzate

Questa sì che è una magia! Riuscire a fare una torta facile, bella, ma anche riciclando!
Non so da voi, ma la mia principessa ogni anno si ostina a volere 10 uova di Pasqua, iniziando ben prima della data la sua tattica di convincimento con parenti e affini sfoderando gli occhioni dolci e imploranti.
Oltre a non gradire troppo il cioccolato in sè, la piccola ruffiana di solito guarda una, forse al massimo due delle sorprese....chiedendo poi un'altra merenda!
Allora tiè, con questa frego anche lei.

LA FAVOLOSA TARTE CON LE UOVA DI PASQUA AVANZATE

PER LA FROLLA
250 GR DI FARINA
125 GR DI BURRO FREDDO
100 GR DI ZUCCHERO A VELO VANIGLIATO
2 TUORLI

PER LA GANACHE
200 GR DI AVANZI DI CIOCCOLATO, VA BENE TUTTO
100 GR DI PANNA FRESCA
NOCCIOLE TOSTATE

Cominciate preparando la solita frolla con la ricetta che trovate qui, lasciatela riposare per 30 minuti poi stendetela su uno stampo e bucherellate il fondo. Io non ho messo alcun peso, ma l'ho tenuta d'occhio per tutta la cottura, se non vi fidate....coprite con carta da forno e sopra ponete un  peso....come ad esempio i fagioli secchi. 180 gradi per 25 minuti circa.
Lasciate raffreddare e nel frattempo mettete a fondere a bagnomaria il vostro cioccolato insieme alla panna, appena si scioglie mescolatelo bene per renderlo liscio e omogeneo e riempite la vostra base di frolla.
Aspettate qualche minuto e cospargete di nocciole.
E' veramente buona, poi quando non si butta...lo diventa ancora di più!



mercoledì 13 febbraio 2013

Chickpeas & corn soup....inventata....


Non mi ricordo in quale film ho sentito parlare della zuppa di mais, pare diffusissima in america, ma non qui.
Adoro il mais e la sua dolcezza, ma nonostante ciò, avevo il timore che da solo fosse troppo per i nostri gusti patriottici, così oggi mi sono inventata questa follia, considerandola tale finché non ho assaggiato il risultato.
Troppo buona!!!! Quindi il mio consiglio è: lasciarsi guidare dal proprio istinto e dal palato, in cucina, funziona (quasi ) sempre.
Ah, non meno importante, si prepara in venti minuti....vedete un po' voi......

CHICKPEAS & CORN SOUP
(x 2 persone)

UNA LATTA DI CECI
UNA LATTA DI MAIS
DUE CIPOLLOTTI
2 POMODORI
UN RAMETTO DI ROSMARINO
UN CUCCHIAINO DI BRODO GRANULARE, MEGLIO SE VEGETALE
SALE
PEPE
OLIO EVO
GRANA GRATTUGIATO

Fate un soffritto con i cipollotti tagliati grossolanamente e l'olio. Aggiungete i ceci e il mais ben scolati e risciacquati della loro acqua di vegetazione. Unite anche i pomodori tagliati in quattro e il rosmarino. Coprite di acqua e mettete il cucchiaino di brodo granulare.
Regolate di sale e pepe e fate bollire per venti minuti, frullate per bene...un giro di olio di quello buono, una spolverata di parmigiano e..... stupitevi!











lunedì 28 gennaio 2013

Pain (ettone) perdu.


Doverosa premessa per gli  amici Francesi che mi hanno sgridata su facebook: so benissimo che il vero pain perdu non si fa con il panettone....non volevo essere blasfema, detto ciò vi illustro il motivo che mi ha portata a tentare questo esperimento.

Benché fosse il 25 Gennaio, avvicinandosi alla mia credenza, da un po' di giorni, si sentiva la musichetta del film "lo squalo", quella inquietantissima di quando si vede affiorare dall'oceano la pinna del pesciolone.... Aprendo poi, si sentiva un urlo micidiale....Il panettone secco!!!! Gridava pietà in tutti i modi, non volendo essere buttato nel bidone ma avendo raggiunto la consistenza dello stucco....
Un essere umano qualsiasi, possedendo già il panettone 800 calorie al grammo, lo avrebbe al massimo inzuppato nel latte, ma una strega no! L'ho voluto riciclare alla grande, rendendolo ancora più godurioso perché se un panettone deve morire, lo vuole fare con dignità!

PAIN (ETTONE) PERDU
DUE O PIU' FETTE DI PANETTONE STANTIO
NUTELLA
FARINA
UOVO
LATTE
BURRO
ZUCCHERO SEMOLATO

Ricavate delle fette il più simili possibili dal vostro panettone, essendo secco dovrebbe essere più facile. Accoppiatele a due a due, spalmandone una di nutella. Formate il "panino", con l'altra fetta. Infarinatelo bene, cercando di sporcare bene anche i bordi.
Pressate leggermente con le mani, poi passate nell'uovo sbattuto a cui avrete aggiunto una spruzzata di latte.
Scaldate una padella e fateci fondere il burro, senza però farlo imbrunire. Appena fa le bolle mettete il pain perdu e rosolate bene da entrambi i lati. Se ne fate tanti aggiungete un po' di burro, man mano che procedete.
Spolverizzate con lo zucchero semolato e gustate tiepido. A me piace più così il panettone di quando è nella sua forma originale....





giovedì 17 gennaio 2013

Fritti pazzi: Chips home-made e arancini


Va bene, lo so che state pensando che dopo le ricette detox vi sto facendo riprendere tutti i kg....ma come diceva la mia nonna....MAL COMUNE, MEZZO GAUDIO!!! ovvero, se siamo tutti ciccioni, ci sentiamo un po' meglio.....
Ovviamente sono due cose da concedersi raramente, ma si può fare.

Una doverosa premessa è questa: se non avete una mandolina le chips non le potete fare. Se le tagliate a coltello saranno troppo spesse e il risultato (buono comunque) non sarà simile a quello delle patatine del sacchetto.
Non sono solita a postare ricette in cui servano attrezzi speciali, ma questa costa davvero pochi euro nei negozi di casalinghi e ha mille impieghi in cucina prendetela, se vi va.

Queste due ricette nascono entrambe da ricicli. Avevo tagliato delle patate sottilissime, a velo, per farcire una focaccia al rosmarino, ne ho avanzate un sacco e non le volevo buttare.
Nel secondo caso...troppo riso in bianco....nonostante sia una strega non sono ancora riuscita a capire quanto cresca in pentola....
Ed eccoci qui.

CHIPS HOME-MADE

DUE PATATE MEDIE IDEALI PER FRITTURA (BASTA CHE NON SIANO VECCHIE, QUELLE PER FARE GLI GNOCCHI, PER INTENDERCI NON VANNO BENE)
ABBONDANTE OLIO PER FRITTURA
SALE

Pelate le patate e sciacquatele, poi affettatele con la mandolina a velo, cioè quasi trasparenti.
Lasciatele a bagno in acqua fredda per mezz'ora circa, poi scolatele e cercate di asciugarle il meglio possibile, con carta assorbente da cucina. Più asciutte sono, più croccanti vengono.
Tuffatele nell'olio già caldo a circa 170°c e toglietele quando saranno dorate. Salatele ancora calde, cercando di non romperle.

ARANCINI

RISO BIANCO COTTO
PARMIGIANO
BURRO
MOZZARELLA
OLIO PER FRITTURA
UN UOVO
PANE GRATTUGIATO

Mentre il riso è ancora tiepido, sciogliete al suo interno una noce di burro e abbondante parmigiano, mescolate e lasciate raffreddare completamente.
Ora cominciate a formare gli arancini (io li faccio rotondi, perché li chiameranno arancini quelli a forma di pera?!?) mettete una quantità di riso nel palmo della vostra mano, tutta quella che ci sta (di solito la mano di una strega/casalinga/fidanzata/ecc va benissimo e, a meno che non li faccia un gorilla di 300 kg, vengono proprio giusti di dimensione) inserite all'interno un pezzettino di mozzarella e poi cercate di richiuderla all'interno formando una palla, aiutandovi con l'altra mano.
Io tengo le mani bagnate, aiuta molto nell'operazione.
Una volta formate tutte la palline rotolatele prima nell'uovo e poi nel pane grattugiato.
Friggete nell'olio già caldo finché saranno belle dorate.

W il fritto!

mercoledì 19 dicembre 2012

Tartufini al rum


I tartufi li adoro...ma se li faccio sono come le ciliegie e ne mangio mille...però a Natale trovo la scusa e me li concedo. Se poi volete mettere in conto anche il fatto che ci vogliono pochi minuti per farli...direi che non si può dir di no!

TARTUFINI AL RUM
200 GR DI CIOCCOLATO BIANCO DI OTTIMA QUALITA'
100 GR DI BURRO A POMATA (cioè a temperatura ambiente)
50 ML DI RUM
FARINA DI COCCO

Mescolate il burro al rum amalgamando bene e lasciate da parte. Fate fondere il cioccolato a bagno maria oppure nel microonde e mescolando di tanto in tanto fate intiepidire.
Adesso unite i due composti (burro con il rum e il cioccolato fuso) e ponete in frigor per una quarantina di minuti, poi riprendetelo e formate i vostri tartufini, decidete voi se farli tutti uguali a palline o se dargli una forma meno regolare.
Rotolateli nella farina di cocco e conservateli in frigorifero, potete metterli nei pirottini per farne un dolce pensiero natalizio.